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Intervista esclusiva a Riccardo Luchini: "dimenticate le sovrastrutture mentali e godetevi le mie opere"

January 26, 2017

Dal 28 gennaio al 26 febbraio, presso la sede espositiva Nuova Dimensione di Galleria Magenta sarà aperta al pubblico La città che (non) esiste, mostra personale del Maestro Riccardo Luchini: una riflessione contemporanea su “un sentire sommerso” del mondo che ci circonda, una nuova storia del mondo urbano, fotografato nelle sue pieghe più nascoste.
Partito da esperienze informali, l’artista ha intrapreso nel tempo un percorso inverso, recuperando la figuratività che lo ha condotto alla rappresentazione metropolitana, cifra stilistica della sua produzione.
Nato a Milano, ormai connaturato toscano, Riccardo Luchini conserva dentro di sé esperienze e ricordi che lo portano a pensare alla città "di un tempo" vissuta nelle zone periferiche come Lodi o Rogoredo, e aggiunge: “La mia città è sì il nucleo, ma anche la periferia, fatta di sentimenti, di ricordi e di situazioni vissute”.
“La periferia, intesa come un tempo, non esiste più” – afferma Luchini. “In passato aveva dei valori: ricordo gli orti e altre situazioni che riuscivano a darle identità e profumi. Era una sorta di passaggio tra la campagna e la città. Oggi non c’è più: le periferie sono tutte uguali, da Milano, a Palermo a Bologna”.
“Pensando a certe canzoni di Gaber, di Jannacci o di Celentano, si avvertivano sensazioni magiche delle realtà di periferia. Oggi, gli stessi cantautori, non potrebbero più concepire quei testi perché le periferie sono ormai identiche, anonime”. 
Opere energiche, in movimento, che rielaborano la cultura figurativa di Alberto Giacometti, Francis Bacon e guardano al dinamismo dei futuristi come Umberto Boccioni ne "La Città che sale".
Una tavolozza castigata, quasi obbligata più che una scelta personale, costringe Luchini a dipingere le città nel loro grigiore e nel loro presente, nel loro stato di torpore invernale. Una questione di sensazioni, resa da toni freddi di base e da grigi che richiamano l’uggiosità e le nebbie della quotidianità.Valori cromatici e psicologici che denotano un preciso punto di vista.
“Dimenticate tutte le sovrastrutture mentali e godetevi le mie opere” – afferma l’artista.  “Lasciatevi andare e guidare dalle emozioni. Se comunicano qualcosa vuol dire che l’obiettivo è stato raggiunto!”
Periferia e non centro storico: perché?

“Perché il centro storico non mi interessa. Il centro storico è già costruito, chiuso e perfetto, anche se la perfezione non è di questo mondo”. All’artista interessano quelle zone che sono per metà ambigue, dove è possibile però giocare, lavorare, trasformare e inventare.
Luchini sviluppa le sue tele partendo spesso da fotografie, anche di bassa qualità, di treni, palazzi e periferie, tratte dai quotidiani.
Giungla urbana?

“Mi sembra un’esagerazione. Sono un sentimentale, per cui, quando realizzo un quadro, mi aspetto che mi restituisca delle sensazioni e delle emozioni, altrimenti lo cancello. Preferisco parlare piuttosto di situazioni esistenziali che coincidono con il mio essere e con la realtà che mi sta intorno”.


Sede: Galleria Magenta Nuova Dimensione - Via Roma 69, Magenta (MI)

 


Orari di apertura: tutti i giorni (compresa la domenica) 10.00-12.30 / 15.30- 19.00
Ingresso gratuito


Per informazioni
Ufficio Stampa di Galleria Magenta: 
Mauro Caldera 02/9790100 r.a. - 02/9791451 r.a.
relazioniesterne@galleriamagenta.it
Responsabile Comunicazione: 
Nicoletta Cattaneo 02/9790100 r.a.                                             ncattaneo@galleriamagenta.it

 

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